TORO ASSICURAZIONI

copertina_toroNegli anni Trenta dell’Ottocento Torino fu protagonista della nascita di una nuova compagnia di assicurazioni. Dopo una fase di stasi culminata con i moti italiani del 1831, la morte di Carlo Felice e il successivo avvento di Carlo Alberto, il 5 gennaio 1833 venne costituita la Compagnia anonima d’assicurazioni di Torino, meglio conosciuta come Toro Assicurazioni, inizialmente specializzata nel solo ramo incendi e in netta concorrenza con la Reale Mutua, fondata soltanto pochi anni prima.

Il capitale sociale iniziale della nuova compagnia era di un milione e mezzo di nuove lire del Piemonte e le quote erano possedute essenzialmente da soci appartenenti ai ceti più facoltosi, di orientamento massonico e liberale. I promotori della nuova società erano, infatti, banchieri e capitalisti come Giovan Battista Barbaroux, Felice Nigra, banchiere di corte del Re Vittorio Emanuele I, Felice Capello e Giovanni Domenico Vicino: la loro gestione permise alla compagnia di ottenere ottimi risultati, tanto da assegnare agli azionisti ogni anno il 4% di interesse sulle quote possedute, spesso incrementato da ulteriori e consistenti dividendi.

Così come la Reale Mutua, anche la Toro cercò ben presto di estendere la propria attività nel ramo incendi al di fuori dei confini regionali: aprì alcune agenzie a Pavia, a Piacenza, a Lugano, in Liguria e in buona parte del centro Italia, ma ebbe poco terreno in Lombardia, dove protagonista d’eccellenza era la Compagnia di Milano.