REALE MUTUA

copertina_rmSebbene in Piemonte l’economia assicurativa fosse già ben presente con compagnie straniere come le società parigine Phénix, Compagnie d’assurances générales e Compagnie royale, nel 1827 Giuseppe Giulio Lorenzo Henry presentò un progetto che aveva l’obiettivo di fondare una società mutua non straniera di assicurazione contro gli incendi, sia per la notevole frequenza dei sinistri, sia per trovare un’alternativa meno costosa ai prodotti proposti dalle compagnie francesi. Il progetto fu inizialmente respinto perché giudicato coercitivo, ma solo due anni dopo, il 13 gennaio 1829, il monopolio legale fu concesso e si procedette alla costituzione della Società reale di assicurazioni generali e mutua contro gli incendi, denominata poi Reale Mutua Assicurazioni. Essa venne fondata con regie patenti emanate da Carlo Felice, re di Sardegna, il quale fu anche il primo cliente: assicurò infatti una sua residenza, Palazzo Chiablese, per duecento mila lire. In data 19 gennaio 1829 fu nominato direttore generale proprio Henry.

A differenza delle altre grandi compagnie, la Reale Mutua non disponeva di un capitale proprio: fu per questo motivo che i premi pagati dagli assicurati andavano a pagare anche le provvigioni degli agenti responsabili delle filiali e un contributo aggiuntivo, la “malleveria mutua e reciproca”, serviva alla compagnia per coprire gli oneri non affrontabili con le risorse accumulate. Quest’obbligo venne a lungo andare ritenuto dagli assicurati troppo oneroso e nel 1833 la società decise dunque di ridurre le tariffe. Le risorse della società furono poi incrementate grazie all’appoggio del nuovo re Carlo Alberto, che invitò tutti i sindaci, per il tramite del direttore generale, ad assicurare le proprietà comunali e tutti gli edifici pubblici, azione che portò un incremento di due milioni di nuove proprietà assicurate.

Fin dal 1830 molta attenzione fu posta all’organizzazione esterna: i territori in cui operava la società furono ripartiti in otto divisioni, riferite al Piemonte e alla Liguria. Nel 1841 i capitali assicurati ammontavano a circa trecento milioni di lire, una cifra notevole.