CATTOLICA

Polizza di assicurazione CattolicaFondata a Verona il 27 febbraio del 1896 in forma di società cooperativa a responsabilità limitata, la Società Cattolica di assicurazione contro i danni della grandine si inserì in un più vasto progetto promosso dagli esponenti di fede cattolica del Veronese, molto attivi nel settore creditizio: già nel 1895, infatti, era stata fondata la Banca Cattolica Veronese e, nell’anno successivo, la Federazione Diocesana delle Casse Rurali. Creando questa compagnia, i cattolici avrebbero dominato su una non piccola parte del settore finanziario della zona e avrebbero senza dubbio arginato la crescente spinta delle altre società di assicurazione, caratterizzate da idee liberali e con forti presenze massoniche: l’idea era infatti quella di espandersi oltre la pratica del ramo grandine per esercitare anche i rami incendio e vita.

La data definitiva di costituzione della società in forma di cooperativa fu il 14 aprile 1896, giorno in cui venne anche approvato lo statuto. Esso stabiliva le cariche dei soci, i quali dovevano essere tutti di fede cattolica: i nomi più noti furono Teodoro Ravignani, nominato presidente; Gaetano Ceola cassiere; Giordano Sacchetti direttore generale.

Sebbene il primo bilancio si concluse con una leggera perdita, i dati relativi all’attività lasciarono ben sperare per il futuro: i capitali assicurati si attestarono quasi a tre milioni di lire e i premi incassati superarono di poco la liquidazione dei sinistri. Si capisce quindi che ingenti dovettero essere state le spese di avviamento della società, dal momento che gli esercizi successivi mostrarono subito segnali di ripresa, tanto da rendere possibile l’estensione dell’operatività anche al ramo incendio e al ramo vita nel 1900. Inoltre, essendo le eccedenze di liquidità molto elevate, si decise di investirle in un primo momento in depositi bancari vincolati, successivamente in beni immobili.

Nello stesso periodo, alcune congiunture negative misero a dura prova la Società Cattolica. Un primo avvenimento fu la decisione del prefetto di Verona di sciogliere i comitati diocesani e tutte le società di ispirazione cattolica, potenzialmente dannose per le istituzioni statali; in seconda battuta, la nascita di una compagnia di assicurazione a Milano, La Croce, che si mise subito in concorrenza con la Cattolica. Entrambe le questioni si risolsero a netto favore della Cattolica: essa poté continuare le sue operazioni nonostante il decreto del prefetto e si rafforzò quando, nel 1903, acquisì per fusione l’intero portafoglio de La Croce.