ASSICURAZIONI GENERALI

copertina_generaliLa città di Trieste, grazie alla sua posizione geografica strategica, ha sempre avuto nel tempo ottime opportunità di sviluppo commerciale; da ciò la necessità di creare società assicurative che tutelassero sia i trasporti marittimi sia quelli via terra. Nel 1832 esistevano a Trieste più di venti istituti assicurativi e tra di essi è senza dubbio da ricordare la Imperial regia privilegiata compagnia nominata Assicurazioni generali austro-italiche, nata il 26 dicembre 1831 per volere di Giuseppe Lazzaro Morpurgo, esperto di questioni assicurative e già titolare della Azienda Assicuratrice dal 1822.

Denominata dall’aprile del 1848 semplicemente Assicurazioni Generali, il capitale iniziale della società era di due milioni di fiorini, una parte del quale liquido e il restante investito in immobili e titoli di stato. L’aggettivo «Generali» stava ad indicare che la compagnia nascente non voleva fare delle assicurazioni sui trasporti marittimi e fluviali l’unica propria attività, ma l’intenzione era quella di estendere il proprio raggio d’azione a qualsiasi altro ramo di assicurazione, dal trasporto merci via terra alla vita dell’uomo. Nonostante la lungimiranza negli obiettivi, il fatto che nel biennio 1839-1840 il bilancio della società chiuse in perdita fece pensare che i premi riscossi fossero troppo bassi.

Attiva quindi in tutti i principali rami assicurativi, la compagnia si affermò velocemente nel ramo delle polizze vita. Se nel 1832, a pochi mesi dalla nascita della società, erano state emesse sei polizze, cinque anni dopo il numero salì a 214 e, nel 1862, le Generali avevano in portafoglio circa diecimila polizze. Questo particolare successo delle polizze vita si deve alla maggior consapevolezza della classe borghese nel voler proteggere il proprio patrimonio dalle avversità.

Sin dalla fondazione, inoltre, le Generali poterono contare su un ampio raggio d’azione grazie all’apertura, accanto alla direzione centrale di Trieste incaricata del mercato nell’Impero asburgico, nell’Europa orientale e negli altri stati europei, di una direzione Veneta, rivolta invece al mercato interno.